Tè e vino: una conversazione all’enoteca Tabarro

Quando il tè incontra il vino, non nasce una sfida ma una conversazione.

All’enoteca Tabarro di Parma, in una serata ideata da Diego Sorba e Papik Dal Degan insieme a Italian Tea Society, abbiamo provato a portare il racconto del tè fuori dai suoi confini abituali, riprendendo però lo spirito di condivisione e racconto che per secoli ha animato le case da tè cinesi.

Il focus dell’evento è stato il parallelo tra storie e vecchie annate: tè invecchiati degli anni ’50 e ’70 sono stati accostati a vini dello stesso periodo, con bottiglie capaci di attraversare il tempo, dal Chianti Classico 1970 al Barolo 1955. Il percorso olfattivo è stato accompagnato dall’uso di incensi di manifattura tradizionale secolare.

Durante la serata sono stati aperti tè rari e poco comuni in Europa, selezionati direttamente durante i nostri viaggi o provenienti da produzioni di nicchia: uno yancha lavorato secondo il metodo tradizionale e sottoposto, a partire dal 2024, a tre lunghe tostature a carbonella insieme a chips di agarwood, per un totale di circa 50 ore; un tè pressato all’interno di un pomelo con erbe officinali, secondo la tradizione del popolo Hakka di Taiwan; infine, vecchie giare di Sheng degli anni ’50 e ’70.

Ad accompagnare la degustazione, piccoli assaggi della tradizione emiliana come formaggi, salumi e cicchetti, lavorando sugli accostamenti tra consistenze, aromi e persistenze.

La parte più importante, però, si è sviluppata attorno alla tavola, con racconti di viaggio che hanno aperto finestre su luoghi lontani, intrecciando sentieri di montagna, mercati d’Asia, antiche botteghe, vigne, foreste di tè e storie di uomini.

In fondo, non si tratta di scegliere tra tè e vino, ma di imparare ad ascoltare ciò che ciascuno sa raccontare quando incontra il cibo, il tempo e… la compagnia giusta!